lunedì, ottobre 11, 2010

Violenza privata elettrificata a 240Vac, 50Hz

Questa è la storia di un alimentatore per computer che al posto dei circuiti elettronici interni aveva un'anima.
Era una tiepida sera d'autunno in quel di Londra e l'alimentatore per computer stava appunto alimentando il computer come tutti gli alimentatori sanno fare e la ragazza che stava davanti al pc picchiettava nervosamente i tasti della tastiera alla ricerca di un qualcosa su google.uk.
Ad un certo punto, alla ragazza che si chiamava Sarah S. venne un'improvvisa voglia di Masturbarsi.
Essendo molto povera e non possedendo oggetti dalla forma fallica, Sarah non sapeva proprio come fare per stimolare la propria Vulva ed ecco, in quel momento, come un fulmine a ciel sereno, comparve magicamente una voce, apparentemente dal nulla:

hai voglia di scopare eh?

Sarah, tutta impaurita, quasi se la fece addosso. Anzi se la fece proprio addosso e si sporcò di cacca tutte le mutandine peraltro già bagnate dal liquido vaginale.
"Ma… chi sei? Chi parla? Mi sono fatta le feci addosso"
"Sono il tuo alimentatore per pc e posseggo un'anima"
"Ma com'è possibile? Gli alimentatori per pc non hanno un'anima ne tantomeno parlano"
"Questo lo dici te cara Sarah, esistono alimentatori con un'anima sparsi in tutto il mondo, è che sono rari da incontrare, è un pò come incontrare una persona con 6 dita"
"Ohhhhhh!"
"Eh si, ascolta qui c'è puzza di merda"
"Si perdonami caro alimentatore ma mi sono Defecata addosso dalla paura"
"Non hai nulla d'aver paura, ora va in bagno a lavarti che poi ne riparliamo"
"Ma come faccio? Qui in Inghilterra non hanno i bidèt!"
"Questo è un bel problema cara Sarah, fammi vedere quante feci hai prodotto"
Con un abile gesto delle mani Sarah stacca l'alimentatore dal pc e se lo accosta in mezzo alle gambe.
"Hmmmm puzza proprio di merda, mi sto eccitando Sarah bella, apri ancora un pò di più quelle belle gambe snelle che ti ritrovi".
Sarah obbedì e spalancò le gambe, era sporca di sterco dappertutto, l'aria diventò irrespirabile.
"Dio maledica gli inglesi e i loro bagni senza bidè!" esclamò Sarah battendo i pugni sopra il tavolo.
"Ma che dici? a me la merda piace, suvvia, spalanca la figa, fanculo ai bidèt"
Sarah aprì il suo sesso e l'alimentatore cominciò a stimolare tutto lo stimolabile. Sarah, immersa nel suo stesso sterco iniziò a godere, incurante del rumore che stava facendo e della puzza che inevitabilmente aveva raggiunto gli altri coinquilini.
Tutto ciò è incredibile, pensò Sarah. E grazie al cazzo, pensò l'alimentatore (che non gliel'aveva detto ma aveva pure la capacità di leggere nel pensiero)
L'alimentatore ormai c'aveva preso gusto ed entrò completamente dentro Sarah, attraverso la vagina.
Era tutto zuppo di merda, liquido vaginale e sangue.
Sarah era già al quarto orgasmo e l'alimentatore non ne voleva sapere di smettere, anzi cominciò a scavare dentro la figa di Sarah che ormai era in coma irreversibile.
L'alimentatore perforò la Parete Uterina e si trovò davanti quello che lui identificò come intestino crasso.
Non vedeva più nulla e pensò che la fecondazione umana avviene tutta al buio, che strano. Come dargli torto? Gli umani nascono tutti da una sborrata oscura conquistata a forza di tranelli e tecniche di seduzione alquanto discutibili.
Sarah si sentì perforare le budella ma era troppo presa dal piacere che quasi non se ne curò.
L'alimentatore insisteva a scavare dentro Sarah che continuava a urlare come una forsennata.
Dal piacere, Sarah, cominciò ad ingoiarsi la merda ed a spalmarsela sul volto.
Che bizzarro modo di morire, pensò Dio, che dall'alto dei cieli, invisible, si stava guardando tutta la scena.

(fine prima parte)

mercoledì, dicembre 30, 2009

Teoria e critica sulla relatività ristretta

C'era una volta un bambino che in realtà era uno spermatozoo e viveva nei testicoli di un ragazzo di colore del Ghana, nell'Africa occidentale (tra l'altro modesta avversaria degli Azzurri nel mondiale 2006 in Germania).
Questo ragazzo si chiamava Mohammed ed una mattina si svegliò ed andò al mercato del suo paesino dove vide una scimmia in vendita che sotto sotto aveva l'aids.
Incuriosito Mohammed domandò al venditore chi fosse quella scimmia e il venditore disse che era la discendente dalla prima famiglia di scimmie che avevano portato l'aids nel mondo negli anni '80.
Mohammed subito non perse un secondo e la comprò pagandola 40000 Cedi che è la moneta locale. Pensò di aver fatto un buon affare.
Mohammed portò a casa la scimmia infetta e la chiamò Zagor.
Si sedette a tavola con la famiglia e la presentò a tutti che la accolsero benevolmente, Zagor già si sentiva uno di loro.
Zagor e Mohammed mangiarono tutte le pietanze che la mamma di Mohammed fece e ad un certo punto la scimmia mollò anche un rutto suscitando l'ilarità generale dei presenti che subito si misero a ridere portandosi la mano alla bocca e roteando vorticosamente gli occhi com'è d'uso da millenni in Ghana.
Improvvisamente a Mohammed venne una forte erezione.
Tutti se ne accorsero perchè il tavolo cominciò a non essere più perpendicolare al pavimento ma bensì assunse una forma trapezoidale dovuta al grosso membro del guappo africano.
Mohammed in quel momento ringraziò Allah per non averlo fatto bianco perchè altrimenti sarebbe diventato rosso come un peperone anche se in realtà lui non aveva mai visto un peperone perchè erano tutti morti di fame lì nel villaggio e quella sera avevano mangiato solo del riso scaduto nel 1996 paracadutato da un aereo appartenente ad una semi-sconosciuta associazione umanitaria atta a sfamare il Terzo Mondo con del cibo avariato che l'Occidente non voleva più.
Zagor guardò il Forte e Possente membro di Mohammed e subito si immaginò una banana gigante, certo non quelle gialle ma una di quelle che una volta erano gialle ma che ora assumevano un colorito marrone scuro, quelle marce insomma.
Lo spermatozoo all'interno dei coglioni cominciò a prepararsi per ogni evenienza e salutò tutti gli altri spermatozoi con cui aveva legato nelle ultime settimane.
La mamma che aveva cucinato il riso intanto contemplava sconfitta tutto il cibo e le vettovaglie cadute per terra dal tavolo inclinato ed arrivò alla conclusione che il vero Male nel mondo non era l'uomo bianco, nemmeno l'aids, ma erano in realtà le Erezioni Improvvise.

[fine prima parte]

venerdì, luglio 17, 2009

La breve storia di Tarchianella

C'era una volta una ragazza chiamata Tarchianella, era di Napoli e questo le procurava non pochi imbarazzi quando andava in centro tipo a comprare il pane o le sigarette.
Era un martedì pomeriggio e Tarchianella salì sulla sua y10 e andò a Scampia per comprare un pò di insalata per sua madre che aveva la leucemia e non poteva muoversi.
Quando entrò dall'ortolano purtroppo vide il suo ex compagno delle elementari Gennaro Piezz'ecore che stava domandando il pizzo al proprietario.
Gennaro la prendeva sempre in giro a scuola e Tarchianella era sempre triste da bambina, si non che adesso sprizzasse gioia da tutti i pori ma insomma.
Il delinquente appena la vide iniziò sbraitare e a tirare raudi e altri petardi di medio calibro all'interno del negozio di ortofrutta, ineggiando a Maradona dalla felicità.
"Uèèè Tarchianelllll uèèèè uèèè!" continuava ad urlare
Tarchianella diventò rossa dalla vergogna e guardò fisso negli occhi l'ortolano ridotto al lastrico per colpa di Piezz'ecore che continuava a domandargli il pizzo.
Fu subito amore.
Incurante dei petardi e della clientela, Tarchianella iniziò a strusciarsi contro i vari banconi di frutta emettendo gemiti che si confondevano con le varie esplosioni che stava causando il bullo. E struscia di qua e struscia di là, iniziò a togliersi le mutandine e a toccarsi col dito indice guardando sempre il proprietario che nel frattempo si era presentato con il nome di Salvatore.
"Perchè ti tocchi la passerina mia piccola Tarchianella?" gli chiese lui.
Tarchianella, vuoi per l'orgasmo, vuoi per il casino che stava facendo l'altro, insomma capì "Perchè non ti chiami Rina? ma Tarchianella?"
Offesa nel profondo della sua anima e col cuore spezzato. smise di masturbarsi e si rimise le mutandine che ormai sapevano di zolfo e melanzane.
Uscì dal negozio e si diresse verso l'y10 che ormai non c'era più perchè gliel'avevano rubata.
Mannaggia alla Iervolino e alla leucemia, pensò tra sè e se, e si allontanò a piedi dando un'ultima occhiata al negozio, Piezz'ecore stava ancora esplodendo petardi illegali e l'ortolano stava piangendo, aveva una vistosa erezione ancora in corso.

-fine prima parte-